Contro lo sperpero di denaro pubblico

Il Collettivo Chabas (Collettivo antifascista e anticapitalista che prende il nome dal partigiano Louis Chabas, attivo in Langa e nato dall’esperienza del Laboratorio Sociale Chabas), ha protestato nella notte del 7 maggio nel centro storico della città di Alba. Con l’attacchinaggio di alcuni volantini, i militanti hanno posto l’attenzione su due temi focali per ciò che riguarda lo sperpero di denaro pubblico.
1- L’ospedale San Lazzaro, dismesso dopo l’inaugurazione della struttura di Verduno, è prossimo alla vendita o ancor peggio alla demolizione: l’amministrazione parla di una nuova casa della salute, senza specificare cosa significhi tale dicitura. Si temono svendite a privati o progetti speculativi.
2- Il comune vuole inoltre inaugurare un museo del tartufo con costi esorbitanti al fine aumentare i flussi turistici.
Ma varie emergenze pesano sulla popolazione, come la questione abitativa, o la necessità di spazi sociali volti alle fasce deboli della società.

I media locali non hanno riportato alcuna notizia.

Di seguito il comunicato del collettivo e i volantini integrali.

“Venerdi alle ore 5 del mattino il Collettivo Chabas si è addentrat* nell’intoccabile centro storico albese, attaccando alcuni volantini, probabilmente già scomparsi. Il nostro obiettivo è mettere in luce alcuni punti per noi fondamentali, ormai troppo spesso passati in sordina.L’arrivo di una pandemia non ha certo aiutato a far emergere alcune scelte amministrative, le nostre vite frenetiche anch’esse non aiutano ad essere vigili su alcuni aspetti importanti della nostra città, in continua trasformazione. Noi abbiamo puntato un occhio di bue su due domande, per noi centrali e vogliamo una risposta. 1) CHI COMANDA IN CITTA’?Bo, Cirio e le fondazioni bancarie decidono il futuro dell’area del San Lazzaro. Cos’è la casa della salute? Che servizi garantisce? Che ruolo hanno i privati?2) CHI COMANDA IN CITTA’?Poche persone hanno deciso di spendere 3 milioni di euro per il Museo del Tartufo.Soldi buttati nel cesso, mentre tante famiglie faticano a pagare mutui e affitti.”NOI VOGLIAMO PIU’ EDILIZIA PUBBLICA!”

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